Il gioco ha una funzione primaria ed essenziale nella vita di ogni bimba e di ogni bimbo. Soprattutto, il gioco non è una semplice attività ricreativa in cui i bambini si svagano, si distraggono e si divertono, ma è un vero e proprio diritto sancito dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia all’articolo 31. Ed è un diritto perché possiede una funzione centrale nello sviluppo cognitivo, sociale, emotivo, creativo e motorio dei bambini, tutti fattori che, sommati tra loro, costruiscono la personalità e l’individualità dei piccoli: la base di ciò che saranno da adulti. Ma non tutti i giochi sono uguali! Per questo oggi vogliamo raccontarvi come viene considerato il gioco all’interno del metodo educativo Montessori.

Secondo Maria Montessori, “il gioco è il lavoro del bambino”. Con questa frase, spesse volte travisata, Montessori non sosteneva che i bambini debbano essere allontanati dal momento del gioco per concentrarsi su attività non idonee alla loro età e al loro sviluppo, al contrario considerava il gioco l’attività più propizia allo sviluppo fisico, mentale ed intellettuale dei bimbi.

Ciononostante, il suo metodo educativo predilige l’uso di strumenti reali da parte dei piccoli, piuttosto che i classici giocattoli di plastica a cui tutti ormai siamo abituati. In questo modo, secondo Montessori il bambino, pur praticando attività idonee alla sua età, entra subito in contatto con il mondo reale, ma in maniera spontanea, attraverso il gioco appunto.

Inoltre attraverso questo metodo i bambini non solo entrano nella vita reale molto prima, ma imparano ad esplorare il mondo e i suoi meccanismi in autonomia e libertà, diventando i soggetti attivi, i veri protagonisti, della loro educazione e della loro crescita. Questa libertà deve essere concessa dai genitori: per Montessori i bambini dovrebbero essere liberi di scegliere il luogo in cui giocare ed avere a disposizione tutto il tempo necessario per sviluppare a pieno le proprie abilità.

E proprio a questo punto ci vengono in aiuto i giocattoli, un tema dell’educazione montessoriana spesso travisato. Secondo Maria Montessori i giocattoli sono lo strumento che permette ai bambini di giocare e quindi di compiere il proprio lavoro. Se da un lato quindi l’attività del gioco deve essere volontaria, spontanea e soprattutto piacevole e permettere ai bambini di espandere la propria creatività, sviluppare le competenze linguistiche e sociali e le abilità fisiche, imparare a risolvere problemi emotivi; dall’altro lato di conseguenza i giocattoli dovrebbero insegnare ai bimbi a capire come funzionano le cose, sviluppare nuove idee, insegnare loro a misurare i livelli di forza, sviluppare l’immaginazione, risolvere problemi e imparare a stare insieme e a collaborare con gli altri bambini.

È chiaro dunque che il metodo Montessori non ha l’obiettivo di abolire il momento del gioco, né tanto meno di eliminare i giocattoli dalla vita dei bambini. Al contrario, incoraggia a farne un uso più mirato ed utile perché permette ai bambini di sviluppare fin da subito tutto quel corredo di abilità e capacità che li porterà ad essere degli adulti fisicamente, emotivamente ed intellettualmente sani.

Per tutti questi motivi, il metodo educativo montessoriano invita i genitori a capire tutte le esigenze e le richieste di gioco dei propri figli e a fornire loro gli spazi e i tempi di cui hanno bisogno per giocare in libertà.

E allora, buon gioco a tutti!